PMA nei Pazienti Oncologici 2017-03-07T09:53:37+00:00

PMA nei Pazienti Oncologici

Circa un quarto di tutte le patologie oncologiche si verifica durante l’età riproduttiva. Grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche e terapeutiche, molte di queste neoplasie sono potenzialmente guaribili. Negli Stati Uniti si stima che più di 9.800.000 persone siano vive dopo diagnosi di tumore maligno, rappresentando circa il 3.5% della popolazione residente.

I pazienti e le pazienti guariti dalla neoplasia rischiano però di vedere compromessa la propria fertilità per la tossicità legata alla chemioterapia e alla radioterapia. Anche alcune modalità chirurgiche che prevedono l’asportazione di parte dell’apparato genitale possono compromettere significativamente la fertilità dei pazienti.

Nel 2006 la Società Americana di Oncologia (ASCO) ha stabilito che ciascun paziente con diagnosi di tumore debba essere informato del rischio di infertilità legato ai trattamenti oncologici e che si debba valutare in ogni caso le potenziali tecniche di preservazione della fertilità prima, durante e dopo i trattamenti oncologici.

In Italia non esiste allo stato attuale una realtà che coniughi l’eccellenza oncologica con la sensibilità per gli eventuali futuri problemi riproduttivi o che sia in grado di affrontare i problemi di infertilità anche in ottica oncologica.

Da queste considerazioni e dalla collaborazione tra l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e Centro Florence, nasce il progetto di offrire a pazienti di sesso maschile e femminile in età fertile, con neoplasie potenzialmente guaribili, un servizio che proponga soluzioni per preservare la fertilità dopo diagnosi di neoplasia, prima durante o dopo i trattamenti oncologici.

Il nostro Centro si propone di studiare le problematiche riproduttive dei pazienti e delle pazienti affette da neoplasie solide ed ematologiche e offrire possibili soluzioni:

Counseling riproduttivo, compresa la valutazione del rischio di infertilità conseguente alle terapie oncologiche, con approccio multidisciplinare che consideri sia l’aspetto oncologico che riproduttivo. Il colloquio verrà eseguito collegialmente da specialisti oncologi, oncoematologi e ginecologi esperti in riproduzione medicalmente assistita.
Inquadramento del rischio oncologico relativo a gravidanza dopo neoplasia, comprese le neoplasie ormono responsive. Valutazione del rischio genetico in neoplasie familiari, con particolare attenzione ai problemi riproduttivi. Problematiche psicologiche relative alla maternità e alla paternità dopo neoplasia.
Crioconservazione dei gameti maschili (liquido seminale), direttamente al nostro Centro, ovviando al disagio di doversi recare in altre strutture e facilitando il tempestivo inizio del trattamento oncologico. Il liquido seminale verrà processato secondo le procedure standard e congelato in azoto liquido. Al momento dello scongelamento potrà essere eseguita, a giudizio clinico, iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), per garantire la maggiore probabilità di ottenere una gravidanza. Questa tecnica assicura buoni risultati anche nel caso di alterazione del numero e della motilità degli spermatozoi. Tutte le procedure di fecondazione assistita verranno eseguite presso il Centro Florence, già accreditato come centro di III° livello.
Crioconservazione dei gameti femminili eseguita tramite congelamento ovocitario, embrionario o congelamento di tessuto ovarico. Per il congelamento ovocitario la paziente riceve un ciclo di stimolazione ovarica con farmaci che inducono crescita follicolare multipla presso il Centro Florence. Nelle patologie oncologiche estrogeno-dipendenti o estrogeno-responsive verranno valutati protocolli che minimizzano il picco estrogenico, compreso l’utilizzo di modulatori selettivi dei recettori estrogenici (SERM) e inibitori delle aromatasi (AI), in associazione a LHRH analoghi e a gonadotropine. Il prelievo ovocitario avviene su guida ecografica, in blanda sedazione e gli ovociti vengono crioconservati dopo accurato controllo di qualità da parte di un biologo esperto in medicina della riproduzione. I protocolli di crioconservazione che verranno utilizzati sono quelli che hanno dimostrato maggior resa ovocitaria dopo lo scongelamento, comprese le tecniche di congelamento lento (slow freezing) e ultrarapido (vitrificazione). Tutte le procedure di fecondazione medicalmente assistita verranno eseguite presso il Centro Florence.
Per il congelamento di tessuto ovarico non è necessaria alcuna stimolazione e il prelievo può essere eseguito in qualunque fase del ciclo. Alla paziente viene prelevato parte di un ovaio per via laparoscopica, in anestesia generale, dai medici della Divisione cui viene affidato il trattamento oncologico. Il tessuto ovarico verrà poi preparato per il congelamento da un biologo esperto in tecniche di fecondazione assistita e criopreservato opportunamente in azoto liquido. Questa tecnica rimane sperimentale, anche se sono state descritte gravidanze dopo reimpianto chirurgico di tessuto ovarico e sono in corso ulteriori ricerche per valutare la possibilità di espandere e fare maturare in vitro i follicoli conservati. L’eventuale scongelamento e reimpianto avverrà al Centro Florence.
Valutazione di tecniche di riproduzione assistita in pazienti che hanno già ricevuto un trattamento oncologico e che hanno difficoltà ad ottenere una gravidanza. A seconda della problematica in atto, tenendo conto dell’età della paziente e della residua funzionalità ovarica, nonché della patologia oncologica di base, verranno proposte le adeguate tecniche di fecondazione assistita tutte disponibili presso il Centro Florence.